giovedì 16 gennaio 2020

Buongiorno amici 


  Il 23 febbraio sarà l'occasione giusta per migliorare le nostre conoscenze della telemetria. 


Quanti di noi hanno investito dei soldi per l'acquisto, ma di fatto non la sanno usare? Ecco questo investimento, grazie ai due falconieri:
 Margherita e Paolo

 non sarà stato vano, avremo modo di capire come funziona per poterla usare al meglio in caso di bisogno. Per chi vorrà fermarsi la notte del sabato ci sono "strutture convenzionate" che possono ospitare. L'Associazione, in questa occasione, ha invitato due Esperti Falconieri che ci aiuteranno al meglio. -- Consigliamo la presenza di tutti (specialmente per chi al momento usa il PAJ ). Buon Volo !



Pettorina "SI" Pettorina "NO"

Durante il mio lavoro con i pappagalli, negli anni, ho visto tanti modelli di pettorine, provato e fatto indossare varie Marche. Ultimamente sul Social noto molte pettorine "fai da te", di dubbia sicurezza. 

ATTENZIONE ...

 La Pettorina è uno strumento importante, non andate a risparmiare, o peggio, a sottovalutare la pericolosità di una Pettorina di basso calibro: al momento l'unica degna di attenzione per qualità e sicurezza è 

l' "AVIATOR"

Tutti i pappagalli possono usare la pettorina, se indossata correttamente, non crea alcun problema di stasi al gozzo, scheletrico, muscolare, ma sopratutto potrebbe essere un ottimo strumento, con le dovute modifiche, per il volo libero, poiché ad essa verrebbe applicato il sistema di sicurezza che si deciderà di utilizzare. Per agevolare e facilitare il percorso di socializzazione alla pettorina, sarebbe utile farla indossare al giovane pappagallo, quando ancora in tenera età si nutre con la pappa da imbecco.(ovviamente con le accortezze adeguate).



sabato 11 gennaio 2020

Chi veramente pensa al benessere animale?
Si può considerare questa una corretta alimentazione anche in piccole quantità?


E questa.....?




Questi "Utenti Social" si renderanno conto dei danni a lungo termine che possono esserci alla salute dei pappagalli che mettono dei like?


Il tempo corre per tutti, da giovani tutti possiamo essere delle belle scope, ma il tempo passa e le scope si consumano, iniziano perdere aderenza e scopare meno.......

Il tempo passa per tutti, alcuni meno fortunati non vedono passare il tempo, altri lo sprecano guardando le scope altrui e altri guardano le scope altrui senza rendersi conto quanto sono consumate le loro scope.......






mercoledì 8 gennaio 2020

sabato 4 gennaio 2020

Satira e rispetto.
In un tempo del quale tutto è concesso, dove sui Social ognuno può ritenersi libero di scrivere ciò che vuole nel nome della satira, dove possiamo trovare il confine tra la satira e il rispetto verso le persone?
E' una domanda che spesso mi pongo guardando la TV, i giornali, le piattaforme Social luoghi più o meno virtuali nel quale spesso i contenuti sono di dubbia bellezza artistica di scarso valore sociale e divulgativo .

 Etichettare "CAGNETTE" delle Donne la si può ritenere satira?
per il Sig. Sergio sembra di si, questa non è satira ma mancanza di rispetto verso una parte dell'umanità, sarebbe interessante sentire quelle donne, che forse senza leggere molto attentamente hanno pigiato il "tasto like" cosa ne pensano in merito a questo post.


venerdì 3 gennaio 2020

Facebook è un Social strano.....


questo post inserito sul mio profilo Facebook violerebbe gli standard della community in materia di bullismo.....

Incredibile ma vero, ho preso semplicemente uno screen di Riccarda nel quale mi etichettava "Eolo" scrivendo sopra lo stesso:
Magica Riccarda
il bue dice cornuto all'asino. Questo proverbio.........


Una persona  che posta sul suo profilo almeno 10 post prendendo mie foto e raccontando balle sulla mia persona no, quello non viola alcuno standard.......


Tutto normale?
secondo Facebook si

Pure qua tutto normale......

Secondo me no, non è TUTTO normale che in un Paese civile ci possano essere persone che tutti i giorni, tutte le settimane, di giorno e di notte per anni vengano lasciati a disturbare,
stalkerizzare, minacciare telefonicamente  il prossimo senza mai essere puniti.
I PAPPAGALLI E IL FREDDO ......
articolo di Luca Marani
Il gran freddo è alle porte e molti allevatori stanno già predisponendo le misure necessarie per permettere ai propri animali di affrontare al meglio le ondate di gelo che interesseranno i prossimi mesi.
Tuttavia, spesso si commette l’errore di essere troppo premurosi, colti dalla preoccupazione che i nostri animali possano risentire delle basse temperature in maniera eccessiva, timore accentuato ancor più dal classico stereotipo “pappagallo = caldo e tropici” che ci obbliga a pensare gli Psittacidi come incapaci di sopportare condizioni rigide.
In realtà, le caratteristiche anatomiche e le abitudini alimentari dei pappagalli li rendono in grado di mantenere un’eccellente omeostasi termica durante l’inverno alle nostre latitudini, fatta eccezione per alcuni lori e altri Psittacidi (Poicephalus principalmente) che possono presentare casi di congelamento degli arti inferiori.
In generale, la tendenza più comune consiste nell’isolare massicciamente le voliere con materiale trasparente (plastica, vetroresina, policarbonato, nylon) non permettendo un corretto ricircolo dell’aria oppure nell’ubicare l’allevamento al chiuso, tentando di forzare la riproduzione nel periodo invernale e rinunciando ai benefici che sole diretto, precipitazioni e aria fresca possono portare ai nostri animali.
In entrambi i casi, la conseguenza più comune è rappresentata dal ristagno di carico organico all’interno delle voliere che favorisce una massiccia proliferazione batterica e lo sviluppo di infezioni che, a fine inverno durante le cove primaverili, si manifesteranno in un’elevata mortalità di pulli e embrioni; in caso di copertura impermeabile oltre tutto, lo sbalzo termico tra il giorno e la notte, dovuto all’effetto serra provocato dal sole battente su plastiche e vetri sarà più deleterio per gli animali del freddo stesso.
Le strategie dell’allevatore per proteggere le proprie coppie durante i mesi più rigidi dovranno quindi orientarsi in altra direzione.
Come spesso si afferma in ornitologia, piuttosto che il freddo secco, sono le correnti e l’umidità a creare danno agli animali e per tale ragione risulta sufficiente proteggere solamente 2-3 lati dell’alloggio, solitamente quelli esposti verso il settentrione, direzione da cui provengono i principali venti gelidi. L’uso di pannelli rigidi è preferibile a teli di plastica e nylon, poichè il loro movimento accentuato dalle forti correnti risulterà stressante per gli inquilini.
Il tetto della voliera, d’altra parte, rimarrà scoperto per tutto l’anno su metà della sua lunghezza, per permettere agli animali di esporsi a proprio piacimento a pioggia e neve, eventi atmosferici che risulteranno alquanto graditi, specie poiché permetteranno di mantenere una vaporosità del piumaggio sufficiente a svolgere la funzione termica per cui esso si è evoluto.
Per la medesima ragione risulta fondamentale, ancor più che in estate, permette agli animali di bagnarsi in contenitori di acqua a temperatura ambiente (non tiepida): vedremo spesso gli animali farne uso, spesso al mattino presto, quando la temperatura è inferiore allo zero termico. 
L’altro fattore su cui potremo agire è l’alimentazione: l’utilizzo di semi oleosi (niger e canapa con le specie di taglia minore) e frutta secca con gli Psittacidi più dimensionati (noci, nocciole, pinoli…) permetteranno di avere fornire calorie di qualità, prestando attenzione a moderare le dosi per evitare condizioni di sovrappeso. Non risulta d’altra parte necessario ridurre la fornitura di alimenti umidi, frutta e verdura, ma occorrerà igienizzare in maniera attenta ciotole e fondali, poiché l’umidità invernale potrà favorire lo sviluppo di muffe e funghi. La fornitura di alimenti proteici è sconsigliata con il semplice scopo di impedire l’estro in periodo invernale e accentuare il cambio stagionale in primavera, quando si desidererà spronare i riproduttori ad accoppiarsi.
L’utilizzo del nido come ricovero notturno è consigliato e ciò, al contrario di quanto in molti sostengono, non causerà un’inibizione del picco o ormonale in primavera: se si dovesse temere ciò, sarà sufficiente, con l’avvicinarsi della stagione cove, ostruire il foro d’ingresso con una tavoletta di compensato forata, dal momento che la masticazione e il lavoro della coppia per aprirsi un varco all’interno della camera di cova risulterà sufficiente a stimolare l’estro.
Le specie sud-americane e i lori faranno largo uso del nido come riparo durante la notte, ed anche i novelli possono approfittare della presenza della casetta, acquisendo contemporaneamente famigliarità con essa.
Fatta eccezione per le specie che sono solite intraprendere cove invernali (Poicephalus, Psittacus e talvolta Pionites) sarebbe da evitare l’utilizzo di riscaldamento artificiale sotto il nido, sia per inibire l’eventuale estro prematuro che per evitare stress termico.
L’utilizzo di posatoi riscaldati può tornare utile in caso di timore nei problemi sopracitati, anche se personalmente non l’ho mai ritenuto necessario, purchè in voliera vengano disposti posatoi in legno ruvido adeguatamente dimensionati, e nel caso in cui gli animali abbiano assunto l’abitudine di dormire aggrappati alla rete metallica potrebbe tornare utile rivedere la sistemazione dei legni in voliera, per evitare che gli appoggi già presenti non vengano utilizzati perché sgraditi (se posti
troppo vicino al suolo o eccessivamente esposti).
L’ultimo problema da risolvere consiste nel congelamento (protratto per diversi giorni consecutivi) dell’acqua in abbeveratoi e vasche per il bagno: in tal senso l’aggiunta di piccole dosi di zucchero da tavola disciolte nei contenitori di abbeverata può essere utile per innalzare lievemente il punto crioscopico dell’acqua e fornire calorie rapidamente disponibili per l’organismo… si tratta di un metodo artigianale ma alquanto efficace.

giovedì 2 gennaio 2020

Qualcosa sui semi di girasole
Interessante articolo della Dott.sa Debra McDonald

Do you ever wonder why your vet repeatedly tells you to stop feeding sunflower seeds to your bird when your bird absolutely loves them? In fact, most birds will selectively choose the sunflower seeds over most other seeds. So, if your bird is eating them they must be good for them – right?
Wrong! Birds are not renowned for their nutritional wisdom. In fact, most birds select dietary items by mimicking other birds. The high fat content of sunflower seeds (>50% fat) makes them highly palatable and ensures that a bird feels satiated. However, if a bird feeds to satiation instead of selecting dietary items of suitable nutritional composition, birds will generally choose a high fat seed over one that is high in protein and run the risk of protein deficiencies as well as vitamin and mineral imbalances.
If you use the analogy of a child in a candy store, you will appreciate why birds love sunflower seeds. Try to get kids to eat their broccoli, brussels sprouts or spinach when they also have a choice of lollies and chocolate. They will most likely choose the candy every time, even if they are told that the greens are healthier for them. Birds are not unlike our kids in a lolly shop and they will eat the sunflower seeds, not because they are good for them, but because they fill them up! All that fun – yum!
Because the essential fatty acids (omega-3 and omega-6) compete for uptake, a surplus of linoleic acid (an omega-6 fatty acid) will decrease the amount of omega-3 fatty acids available for uptake and could lead to fatty acid imbalances. This can then impact on fertility, blood clotting, vitamin E levels and a whole swag of other things. The high fat content alone can lead to an obese bird and you may experience problems with fatty liver syndrome.
While the protein content of the seeds is reasonably high, we need to be aware that plant proteins are not ‘complete’ proteins. That is, they don’t consist of the full complement of amino acids required to make up complete proteins. Therefore, birds generally feed on a variety of seeds in the wild, in order to obtain a range of amino acids. The high protein content of the sunflower seeds will not contain all of the essential amino acids and will result in a deficiency.
Vitamin A is necessary for the support of growth. In the absence of vitamin A, animals cease to grow and eventually die and it is of primary importance in the development of young, growing birds. Vitamin A deficiency can result in at least four different lesions:
  • loss of vision due to failure of rhodopsin formation in the retina
  • defects in bone growth
  • defects in reproduction
  • defects in growth and differentiation of epithelial tissue, frequently resulting in keratinisation.
Vitamin A deficiencies can result in poor vision. In chickens, tear gland secretions can dry up leading to an infectious discharge that causes the lids to stick together. Vitamin A deficiencies can lead to disorganized bone growth. Decreased reproductive ability, decreased hatchability, decrease in sexual activity of males and failure of spermatogenesis have all been related to vitamin A deficiencies. Vitamin A is required for the maintenance of epithelial cells, which form protective linings on many of the body’s organs. Keratinisation of the epithelium allows pathogen entry through the skin, lung, gastrointestinal tract (GIT) and urogenital tract surface, making vitamin A deficient birds more susceptible to infections. Therefore, diarrhoea and pneumonia are characteristic of vitamin A deficiency.
The vitamin A content of seeds is generally known as being quite low and we see here that the vitamin A content of a sunflower seed is significantly lower then recommendations for both poultry and the palm cockatoo. In addition, the vitamin A content of sunflower seeds will be in the form of carotenoids (provitamin A), which is not the equivalent to vitamin A in the form of reinal (1 IU of provitamin A activity is equal in activity to 0.6 ug of B-carotene). Therefore, the best you can hope for is up to 50% vitamin A activity. Slower growth, lowered resistance to disease, eye lesions and muscular unco ordination are all possibilities arising from a vitamin A deficiency if fed a diet solely of sunflower seeds.
Next, we move onto the minerals. When we feed birds we generally want to aim for a calcium content of about 0.6-0.8%. These values are considerably inflated for the commercial poultry industry but you need to remember that these birds are being maintained to produce about 300 eggs a year. However, calcium and phosphorus compete for uptake so we need to assess both these minerals. As bone has a Ca:P ratio of about 2:1, we try to aim for a ratio of Ca:P of 1:1 to 2:1 and we need to ensure that the phosphorus levels are always below the calcium levels. This is not the case in a sunflower seed with a calcium content of approximately 0.1% and a phosphorus content of about 0.74% giving a Ca:P ratio of 0.13:1. This is significantly below what is required for maintenance let alone a breeding bird so a diet consisting solely of sunflower seeds is not going to provide your bird with sufficient calcium in the diet. In addition to this poor Ca:P ratio, sunflower seeds contain more than 50% fat. Fat has the ability to bind to calcium making even less of this important mineral available in the diet.
Looking at the other minerals, there are also considerable variations in selenium content (a mineral that can be extremely toxic if in excess), and potassium and magnesium levels are also higher in sunflower seeds, while manganese and zinc are lower in sunflower seeds. It is far safer to feed a balanced diet consisting of a scientifically formulated food that is nutritionally balanced and preferably organic in nature (such as the HBD International products). So, the bottom line is – DON’T FEED YOUR BIRD A DIET SOLELY OF SUNFLOWER SEEDS !!!! If you, as an owner, are particularly addicted to the concept of feeding sunflower seeds, keep them for behavioural enrichment or a treat food, remembering that too many ‘treat’ foods will dilute out the nutrients in your balanced diet (but that’s a topic for another issue).
La pagina per raggiungere tutti è stata tradotta dal motore di ricerca Google.

Ti sei mai chiesto perché il tuo veterinario ti dice ripetutamente di interrompere l'alimentazione dei semi di girasole al tuo uccello quando il tuo uccello li adora assolutamente? Infatti, la maggior parte degli uccelli sceglierà selettivamente i semi di girasole rispetto alla maggior parte degli altri semi.Quindi, se il tuo uccello li sta mangiando, devono essere buoni per loro - giusto?
Sbagliato! Gli uccelli non sono rinomati per la loro saggezza nutrizionale. In effetti, la maggior parte degli uccelli seleziona gli elementi dietetici imitando altri uccelli. L'alto contenuto di grassi dei semi di girasole (> 50% di grassi) li rende molto appetibili e assicura che un uccello si sazi. Tuttavia, se un uccello si nutre di sazietà invece di selezionare elementi dietetici con un'adeguata composizione nutrizionale, gli uccelli sceglieranno generalmente un seme ad alto contenuto di grassi rispetto a uno ad alto contenuto di proteine ​​e correranno il rischio di carenze proteiche e squilibri vitaminici e minerali.
Se usi l'analogia di un bambino in un negozio di caramelle, apprezzerai perché gli uccelli amano i semi di girasole. Cerca di convincere i bambini a mangiare i loro broccoli, cavoletti di Bruxelles o spinaci quando hanno anche una scelta di lecca lecca e cioccolato. Molto probabilmente sceglieranno le caramelle ogni volta, anche se viene detto loro che i verdi sono più sani per loro. Gli uccelli non sono diversi dai nostri bambini in un negozio di lecca lecca e mangiano i semi di girasole, non perché fanno bene a loro, ma perché li riempiono! Tutto così divertente - yum!
Poiché gli acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6) competono per l'assorbimento, un surplus di acido linoleico (un acido grasso omega-6) ridurrà la quantità di acidi grassi omega-3 disponibili per l'assorbimento e potrebbe portare all'acido grasso squilibri. Ciò può quindi avere un impatto sulla fertilità, sulla coagulazione del sangue, sui livelli di vitamina E e su un intero insieme di altre cose. L'alto contenuto di grassi da solo può portare a un uccello obeso e potresti riscontrare problemi con la sindrome del fegato grasso.
Mentre il contenuto proteico dei semi è ragionevolmente elevato, dobbiamo essere consapevoli che le proteine ​​vegetali non sono proteine ​​"complete". Cioè, non consistono nel pieno complemento di aminoacidi necessari per costituire proteine ​​complete. Pertanto, gli uccelli si nutrono generalmente di una varietà di semi in natura, al fine di ottenere una gamma di aminoacidi. L'alto contenuto proteico dei semi di girasole non conterrà tutti gli aminoacidi essenziali e comporterà una carenza.
La vitamina A è necessaria per il supporto della crescita. In assenza di vitamina A, gli animali cessano di crescere e alla fine muoiono ed è di primaria importanza nello sviluppo di uccelli giovani e in crescita. La carenza di vitamina A può provocare almeno quattro diverse lesioni:
  • perdita della vista a causa del fallimento della formazione di rodopsina nella retina
  • difetti nella crescita ossea
  • difetti nella riproduzione
  • difetti nella crescita e nella differenziazione del tessuto epiteliale, spesso con conseguente cheratinizzazione.
Le carenze di vitamina A possono causare problemi alla vista. Nei polli, le secrezioni delle ghiandole lacrimali possono seccarsi portando a uno scarico infettivo che fa aderire le palpebre. Le carenze di vitamina A possono portare a una crescita ossea disorganizzata. La diminuzione della capacità riproduttiva, la ridotta capacità di allevamento, la diminuzione dell'attività sessuale nei maschi e il fallimento della spermatogenesi sono stati tutti correlati a carenze di vitamina A. La vitamina A è necessaria per il mantenimento delle cellule epiteliali, che formano rivestimenti protettivi su molti organi del corpo. La cheratinizzazione dell'epitelio consente l'ingresso di agenti patogeni attraverso la pelle, i polmoni, il tratto gastrointestinale (GIT) e la superficie del tratto urogenitale, rendendo gli uccelli carenti di vitamina A più sensibili alle infezioni. Pertanto, la diarrea e la polmonite sono caratteristiche della carenza di vitamina A.
Il contenuto di vitamina A di semi è generalmente noto come piuttosto basso e vediamo qui che il contenuto di vitamina A di un seme di girasole è significativamente inferiore rispetto alle raccomandazioni sia per il pollame che per il cacatua delle palme. Inoltre, il contenuto di vitamina A dei semi di girasole sarà sotto forma di carotenoidi (provitamina A), che non è equivalente alla vitamina A sotto forma di reinale (1 UI di provitamina A attività è uguale in attività a 0,6 ug di B-carotene). Pertanto, il massimo che puoi sperare è fino al 50% di attività di vitamina A. Crescita più lenta, riduzione della resistenza alle malattie, lesioni agli occhi e mancanza di coordinazione muscolare sono tutte possibilità derivanti da una carenza di vitamina A se alimentata con una dieta esclusivamente a base di semi di girasole.
Successivamente, passiamo ai minerali. Quando nutriamo gli uccelli, generalmente vogliamo puntare a un contenuto di calcio di circa lo 0,6-0,8%. Questi valori sono notevolmente gonfiati per l'industria del pollame commerciale, ma è necessario ricordare che questi uccelli vengono mantenuti per produrre circa 300 uova all'anno. Tuttavia, calcio e fosforo competono per l'assorbimento, quindi dobbiamo valutare entrambi questi minerali. Poiché l'osso ha un rapporto Ca: P di circa 2: 1, proviamo a puntare a un rapporto di Ca: P da 1: 1 a 2: 1 e dobbiamo assicurarci che i livelli di fosforo siano sempre inferiori ai livelli di calcio. Questo non è il caso di un seme di girasole con un contenuto di calcio di circa lo 0,1% e un contenuto di fosforo di circa lo 0,74% con un rapporto Ca: P di 0,13: 1. Questo è significativamente al di sotto di quanto è necessario per il mantenimento e tanto meno un uccello riproduttore, quindi una dieta composta esclusivamente da semi di girasole non fornirà al tuo uccello calcio sufficiente nella dieta. Oltre a questo scarso rapporto Ca: P, i semi di girasole contengono oltre il 50% di grassi. Il grasso ha la capacità di legarsi al calcio rendendo ancora meno questo importante minerale disponibile nella dieta.
Guardando gli altri minerali, ci sono anche notevoli variazioni nel contenuto di selenio (un minerale che può essere estremamente tossico se in eccesso), e livelli di potassio e magnesio sono anche più alti nei semi di girasole, mentre manganese e zinco sono più bassi nei semi di girasole. È molto più sicuro alimentare una dieta equilibrata composta da un alimento scientificamente formulato che è equilibrato dal punto di vista nutrizionale e preferibilmente di natura biologica (come i prodotti HBD International). Quindi, la linea di fondo è - NON ALIMENTARE IL TUO UCCELLO UNA DIETA SOLO DI SEMI DI GIRASOLE !!!! Se tu, come proprietario, sei particolarmente dipendente dal concetto di nutrire i semi di girasole, conservali per l'arricchimento comportamentale o un alimento per il trattamento, ricordando che troppi alimenti per "trattamento" diluiranno i nutrienti nella tua dieta equilibrata (ma questo è un argomento per un altro problema).